Il progetto
Tu per cosa vivi?
Quale progetto hai per il mondo, qual è la tua moralità?
La totalità delle persone nasce,mangia, dorme, lavora, si accoppia, defeca, ...sino alla morte. La propria esistenza serve a far vivere qualcun altro o soltanto a far vivere se stessi (se i figli non ci sono). Ogni vita umana viene sopratutto "usata" dalla struttura socio-economica per cui essa produce e l'individuo si ricorda dei propri valori solo nella sfera privata. Tutti però dovremmo contribuire ad un progetto più ampio. Nella nostra epoca c'è una distorsione enormemente più grave di ogni altra del passato: l'Umanità sta distruggendo il futuro dei suoi figli.
La totalità delle persone nasce,mangia, dorme, lavora, si accoppia, defeca, ...sino alla morte. La propria esistenza serve a far vivere qualcun altro o soltanto a far vivere se stessi (se i figli non ci sono). Ogni vita umana viene sopratutto "usata" dalla struttura socio-economica per cui essa produce e l'individuo si ricorda dei propri valori solo nella sfera privata. Tutti però dovremmo contribuire ad un progetto più ampio. Nella nostra epoca c'è una distorsione enormemente più grave di ogni altra del passato: l'Umanità sta distruggendo il futuro dei suoi figli.
Qual' è il mondo che vogliamo, l'unico possibile? Ci sono scelte indifferibili che una Civiltà consapevole deve compiere, esse possono essere riassunte in due diverse priorità, l'una per i cosiddetti Paesi avanzati e l'altra per i Paesi a basso livello di industrializzazione ma elevato tasso di crescita demografica.
Nei Paesi avanzati è prioritario commisurare tutte le attività umane alla dimensione del territorio ed alla sua capacità di smaltimento dei rifiuti (gassosi, liquidi e solidi). Ciò comporta il contenimento della popolazione e degli sprechi, agendo innanzi tutto sull'immigrazione e la riduzione dei trasporti, favorendo in tutti i modi la stanzialità del nucleo familiare (poter vivere e lavorare nello stesso luogo) ed il consumo dei prodotti locali. Energia solare, idroelettrica, geotermica ed infine eolica sono le sole risorse sulle quali abbia senso investire.
Per ogni tipo di prodotto ammesso al mercato ne va considerato l'impatto ambientale a livello di produzione ed a livello di consumo o di uso; molti prodotti andrebbero vietati, altri andrebbero realizzati con materiali diversi, gli imballaggi andrebbero ridotti in volume e realizzati solo con materiale ad hoc. Si arriverebbe a produzioni più essenziali, generalmente durevoli e realizzate con materiali che riducano al minimo i problemi di smaltimento. I criteri costruttivi in campo edilizio e nel settore degli autoveicoli devono mutare radicalmente, prevalendo il risparmio energetico su ogni altra necessità. Anche il commercio e la pubblicità andrebbero rivisti in blocco, riconsegnando tali attività all'economia locale che dà lavoro e sottraendole alla macroeconomia che il lavoro lo fa sparire(o lo sposta ove vige il dumping sociale e ambientale).
Nei Paesi a basso livello di industrializzazione la necessità impellente è rivalutare l'economia tradizionale, quasi sempre basata su una natura non ancora stravolta, quindi molto più eco–compatibile dell' economia occidentale.
Questi Paesi devono cessare di essere considerati il "mercato del domani" ma, al contrario, le casseforti per quei beni naturali altrove già dissipati. Gli aiuti internazionali potranno essere concessi solo in cambio di tutela dei territori e controllo demografico; ciò ridurrà automaticamente fame e malattie. Ovunque occorre bloccare la deforestazione e piantumare se si può.
Questi Paesi devono cessare di essere considerati il "mercato del domani" ma, al contrario, le casseforti per quei beni naturali altrove già dissipati. Gli aiuti internazionali potranno essere concessi solo in cambio di tutela dei territori e controllo demografico; ciò ridurrà automaticamente fame e malattie. Ovunque occorre bloccare la deforestazione e piantumare se si può.
