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Araldo Bassani: Motivi che rendono difficoltosa la ricerca dei rimedi...

  La tecnica ha costruito nel tempo un gigantesco sistema di attività tra loro collegate ed interdipendenti che si può riassumere col termine globalizzazione. Questo fenomeno si riferisce prevalentemente agli aspetti economici ma si inquadra ...anche nel contesto dei notevoli cambiamenti sociali, tecnologici e politici. Questo insieme di relazioni intricate costruisce il progresso che ha permesso a chi è dentro nel “labirinto” una buona qualità di vita, desiderata ardentemente anche da coloro che sono fuori da questo sistema.
Vorrei fare ora alcune considerazioni in proposito: con esse non esprimo delle certezze ma opinioni che potrebbero stimolare le idee di qualcuno che ha una visione della realtà più chiara della mia. Diceva Cartesio: “Uno zoppo sulla via buona giunge prima di chi corra fuori dalla via”. anch’io sono uno zoppo e non sono neanche sicuro di essere sulla “via buona”. Ho comunque una certezza: è meglio una idea fuori dalla “via buona” e dal coro piuttosto della indifferenza. Il mondo in cui viviamo è esposto a catastrofi naturali e a problematiche di difficile soluzione..
Credo sia utile cercare di capire i motivi che rendono difficoltosa la ricerca dei rimedi.. Un primo motivo potrebbe essere la delega, facile e comoda, ai politici della soluzione dei problemi: il miglioramento della società non è un dovere dei soli governi e dei tanto vituperati politici che, spesso, tendono a difendere solo i loro interessi . Un secondo motivo è l’indifferenza per l’abitudine alle notizie catastrofiche, sempre più frequenti, che attiva la capacità di adattamento e non ci permette di cogliere la drammaticità di alcuni eventi. Un terzo motivo è sicuramente l’ipocrisia con la quale molti, politici compresi di destra, di sinistra e di centro, fanno finta di non vedere la realtà scomoda. Un altro motivo è la rassegnazione: è troppo diffusa e ostile l’indifferenza verso chi crede che sia

Giovedì 20 Gennaio 2011

Enrico Maria De Blasi: Restauratore di consapevolezze

Ho letto in una recente intervista su Iperlogica che Caprioli non si considera innovatore ma “restauratore”; se ho ben capito restauratore di consapevolezze che sono andate perse, anche a causa dell’apparente complessità dei problemi odierni. Posso avere chiarimenti in merito?

Patrizia Dalla Benetta risponde:

Le consapevolezze sul funzionamento dell’ambiente ed in genere della vita sono variate nel corso delle epoche, non rappresentano una semplice crescita esponenziale del sapere come la cultura illuminista propone. Ecologia è una scienza complessa che non può essere coltivata e implementata al pari di una conoscenza di tipo specialistico.

Martedì 01 Giugno 2010

 

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